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Idea Hotel: la brand identity di una catena di alberghi.

La definizione di una brand identity è già una sfida, figuriamoci di una catena di hotel. E' sempre un lavoro difficile, creativo, pieno di problemi da risolvere che si celano giorno dopo giorno, applicativo dopo applicativo. E un giorno ti svegli pensando "come faremo gli zerbini?"..

Il lavoro è iniziato 4 mesi fa: Idea Hotel deve creare un brand forte, che  nasce sul mercato già grande, 27 alberghi sono la prima catena italiana di alberghi come numero di strutture.

Il nostro lavoro attraverserà tre fasi:

1) Brand identity strategy

2) Brand identity creation

3) Brand identity application

Pixell progetterà quindi il marchio della catena Idea Hotel e dei singoli alberghi, l'immagine coordinata, il Manuale di Brand Identity e di conseguenza tutti gli applicativi della catena (centinaia) e in fine un insieme di azioni che attraverso la campagna pubblicitaria e la promozione che partirà a fine anno concorreranno alla diffusione del brand.

Il marchio Idea Hotel

Lo staff realizza più proposte, tutte in linea con il brief, e dopo alcune riunioni l'idea è centrata.

Ecco il marchio:

L'idea è nata dalla volotà del cliente di lavorare sul blu, di creare un marchio base al quale venissero affiancati i nomi degli Idea Hotel divisi in plus e standard.

Ecco l'esempio di Idea Hotel Plus:

E di un Idea Hotel Standard:

In seguito è stata progettata l'immagine coordinata, gli strumenti per gli Hotel, per la struttura commerciale, per il marketing.

Di conseguenza è arrivato il momento di "vestire" gli Alberghi anche all'esterno ed è stato creato il sistema visivo delle insegne. Un lavoro che è ancora in corso, in forte collaborazione con i produttori.

Parallelamente Idea Hotel ha deciso di rinnovare anche tutto il materiale fotografico degli alberghi, affidando sempre a Pixell questo aspetto.

Work in progress....

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Biglietti da visita: progettarli in modo corretto e originale

Storia del biglietto da visita

Dagli antichi cerimoniali cinesi si apprende che ogni persona che si recava a visitare un mandarino si annunciava con una striscia di carta, sulla quale erano riportati il suo nome e gli eventuali attributi e titoli che si competevano. Pericle faceva precedere le sue visite alla bella Aspasia da un dono, al quale univa una striscia di papiro sulla quale era vergato solo il suo nome.

Il biglietto da visita viene inventato in Francia attorno al 1700.

In Italia iniziarono a diffondersi attorno al 1730. Originariamente erano dei cartoncini manoscritti, verso il 1750 cominciarono a diffondersi modelli stampati, i primi esemplari col solo nome della persona, i successivi con anche motivi decorativi e stemmi.

(Wikipedia)

In occidente lo scambio dei biglietti da visita ha un valore prettamente informativo e pubblicitario usato al fine di migliorare la propria rintracciabilità. Mettete da parte questa concezione perchè, come ovviamente avrete già capito, in Giappone non è così.

Lo scambio del biglietto da visita è una regola di Bon-Ton, un cerimoniale, un rituale importantissimo dell'etichetta giapponese sia in ambito lavorativo che privato. Ovviamente come sempre, tutto deve avvenire secondo determinati passaggi non casuali: il biglietto deve essere assolutamente e accuratamente letto davanti alla persona che ce lo ha consegnato, mostrando interesse nel caso sia stato consegnato in ambito lavorativo. Nel caso in cui non rispettaste queste regole, questi gesti sarebbero interpretati come una mancanza di rispetto verso il vostro interlocutore, ergo siete fregati.

Quindi se avete modo di andare in Giappone o per vacanza o per lavoro, portate i vostri biglietti da visita e mostrate interesse quando ve lo consegnano, come avrete letto in questi spazi, i giapponesi sono molto formali e se applicate la loro etichetta sicuramente la vostra considerazione di Gaijin (straniero) salirà di molto.

I biglietti da visita oggi

L'attuale biglietto da visita è un elemento fondamentale dell'immagine coordinata che deve rispecchiare e seguire. Deve contenere il marchio, il nome e la mansione della persona oltre a una serie più o meno completa di dati anagrafici fra cui indirizzo e recapito telefonico, fax e l'indirizzo e-mail.
coolbusinesscards-ribbonIl biglietto è la prima forma di comunicazione visiva che l'azienda manda all'esterno e molto spesso è lo specchio dell'azienda stessa.
La maggior parte dei clienti ha delle fisse classiche: il fronte/retro non va bene perchè nei porta biglietti si vede solo un lato, la forma troppo piccola non da importanza (qui Freud avrebbe da discutere), il biglietto deve essere "istituzionale" perchè altrimenti la persona pensa che io non lo sia, il biglietto deve costare all'incirca 20 centesimi ecc...

Io non sono assolutamente d'accordo con quasi nessuna di queste affermazioni, ma se volete accontentare un cliente al primo approccio vi conviene seguirle tutte.

Io preferisco i graphic designer che affrontano la burrasca dell'incertezza, le onde del mare della creatività e sbarcano in soluzioni originali.

Naturalmente.

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E' chiaro, che in questi anni in cui la crisi ha avvolto la creatività e l'ha strozzata fino a farne uscire solo poche gocce, bravo è chi riesce a far passare un preventivo di stampa che superi i 50 centisimi cadauno. Imperativo per quanto mi riguarda lo spessore...Niente che possa avvicinare un biglietto al cestino di un pallido foglietto da 200 grammi. Viva senz'altro l'uso sapiente delle carte miscelate magari ai pantoni giusti o alle serigrafie. Il formato è piuttosto vario, va dalla misura classica "carta di credito" 8,5x5,5 cm al formato quadrato, molto usato da noi e molto amato dai nostri clienti.

Allego una galleria a dir poco spettacolare di business card che ho trovato qua e là nella rete. Attendo i vostri commenti...

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Ideare e realizzare l’immagine coordinata

Dopo 10 anni di lavoro, la grande crisi economica e il cambio incredibile che internet e le mail hanno portato nelle aziende, i clienti continuano ancora a chiederci la famosa "immagine coordinata" o "corporate identity".

Partiamo innanzitutto col definire cosa è.

L'immagine coordinata è l'insieme dei simboli, dei colori, dei fonts e dei materiali che definiscono una azienda, un brand o un prodotto. Diventa coordinata quando i differenti fenomeni comunicativi risultano coerenti l'uno con l'altro.

A cosa serve?

Serve essenzialmente a definire l'identità e a distinguerla tra le altre. In base alle dimensioni e alla diffusione dell'azienda può partire da un numero esiguo di componenti fondamentali (marchio, carta intestata, busta e biglietti) fino a diverse migliaia di coponenti quando si parla di grandi aziende con sedi in tutto il mondo.

L'importante è affidarsi ad un progettista che conosca le regole fondamentali sia della progettazione grafica che della funzionalità degli elementi.. Troppe volte ho assistito a clienti che ci facevano rifare il lavoro perchè l'indirizzo sulla busta era inserito dove va la lettura ottica delle poste oppure sulla carta intestata non erano stati inseriti i dati obbligatori...

Il manuale di immagine coordinata

Immaginiamo di parlare di una azienda o marca che si deve riproporre uguale in tutta italia o in tutto il mondo. Per comunicare in modo univoco e creare una forte identità, la casa madre realizza il manuale nel quale si racchiudono tutte le informazioni:  colori, fonts, misure, carte, insegne ecc.

Per realizzare questo manuale (lavoro nel quale noi siamo specializzati) occorrono diversi mesi e di solito si affiancano due progettisti: uno realizza gli strumenti grafici e l'altro li inserisce nel manuale assieme a tutte le indicazoni (carta, misure ecc).
Il manuale di immagine coordinata merita certamente un discorso a se che affronteremo nei prossimi mesi.

Il tono comunicazionale

Per la definizione di una nuova immagine occore sicuramente partire dal marchio e dal settore in cui l'azienda andrà a lavorare. E' chiaro che per un cliente "istituzionale" si andrà a lavorare su soluzioni più serie, mentre una giovane azienda che magari opera nel settore del flower design di lusso si può puntare tutto sull'originalità della grafica e dei materiali. Di seguito trovate il lavoro.
Il colore prescelto è stato il fucsia, abbinato alla forma quadrata che è stata utilizzata per biglietti, buste realizzate ah hoc, e la brochure. Quest'ultima è particolarissima, è rilegata con nastri di raso e nella copertina sono stati inseriti veri fiori secchi profumati.

Ecco il risultato:

gdb_philIl marchio

L'immagine coordinataL'immagine coordinata realizzata interamente ad hoc

La brochureLa brochure

Sempre seguendo il filone dell'eleganza e dell'originalità, ecco il lavoro realizzato per una immobiliare di lusso, la quale ci ha espressamente chiesto di riuscire a trasmettere lusso estremo e raffinatezza, uscendo completamente da schemi visivi già visti,
per dare dignità e raffinatezza in un settorein cui invece, nessuno crea nulla di nuovo.

Brochure

Tantissimi sono gli esempi di ottimi lavori di immagine coordinata, specialmente a Londra, patria della graphic design.

Passeggiando per le strade della capitale inglese si possono incontrare luoghi in cui tutto è stato curato con estrema attenzione e omogeneità.
Si parte dal marchio (declinato in orizzontale e verticale nelle insegne), i biglietti da visita, le brochure, le vetrine.

Ne allego alcuni:

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Una immagine coordinata particolare: le buste al sapore di bacon!!

Per tutti i clienti che sono stufi di leccare le buste e sentire quel sapore sgradevole...Da oggi ci sono le buste al gusto Bacon! Fantastica idea in vendita in un pacco da 25.

Bellissime!!

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Stefano Buscaglia: Buongiorno a tutti, scriverò anche qui il nome del vincitore: la MEDIAPEOPLE SRL DI TORINO. Ma ci sono state delle irregolarità. La mia email è stefano_buscaglia@libero.it per qualsiasi chiarimento. Grazie a tutti. Purtroppo la trasparenza è di pochi. I legali si sono già mossi.
Oronzo: Ho comprato La Repubblica e ho visto la vostra pubblicità...complimenti...
stella: bella pagina, bella foto, ottimo lavoro, complimenti!! e poi medici senza frontiere è una grande organizzazione!
Michel: Ciao Edoardo, condivido tutto della tua mail. Noi siamo a disposizione per creare uno spazio ad hoc su questo blog per pubblicare i lavori, giudicarli e commentarli, direttamente e senza mediazioni. Il nostro lavoro è fatto di sogni, passioni e creatività, peccato che qualcuno adori illudere o peggio, approfittarne.
Edoardo: Cari ed ansiosi amici, partecipare ad un concorso è come giocare con le palline ed i vasetti dei pesciolini al luna park. Non voglio insegnare nulla a nessuno - preciso. voglio solo allentarvi l'ansia , portarvi a considerare " questo evento" come una piccola lotteria. non siamo in presenza di giocatori e giudici corretti ( i continui rimandi parlano chiaro ) ( lo stesso vale anche per le lotterie )- pertanto vi invito a confrontarvi con le commesse vere, quelle dove i " clienti" devono pagare per avere le nostre performance. Qui mi sembra ci sia una delle tante riedizioni del malcostume italiano- senza cadere nei soliti luoghi comuni ( anche se " Vox populi vox dei ) e valutare che anche con questi " brutti comportamenti" vi è stato il piacere di essersi messi alla prova e di aver dimostrato di potercela fare. Un consiglio: apriamo un blog di immagini, oltre questo di "lagnanze" e pubblichiamo i nostri lavori. Lasceremo spazio ai commenti ed alla costituzione di una pagella con i " Liberi giudizi" per i lavori più belli. Lo potremmo chiamare: UN MARCHIO PER ROMA -VARIAZIONI SU TEMA . Dimostreremo autonomia e capacità di confronto non filtrata da questi " sedicenti esperti" ( tromboni sfiatati ) e ce ne fregheremo dei loro giudizio. Tanto il vincitore, loro l'avevano già definito prima dell'apertura del concorso - il premio non era per noi !. Saluti ed auguri Eduardo
Gloria: Anche Alessio ed io abbiamo abboccato come due pescioni all'amo del concorso.....Tempo e denaro spesi male...ma bella esperienza! Grazie ancora ad Alessio!
emanuele: Come volevasi dimostrare: notizia di oggi, risposta del Comune di Roma all'ennesima richiesta: l'esame richiederà ancora DUE SETTIMANE. Se va bene se ne parlerà a metà Luglio, o forse alla fine di Luglio. Vabbè diciamo a Settembre/Ottobre e non se ne parli più. Che tristezza.
emanuele: Ringrazio per l'ospitalità. Le ultime notizie da parte del Dipartimento del Comune di Roma danno per certo la pubblicazione del logo vincitore entro il 30 Giugno. Considerando che siamo al 28 e che iul 29 a Roma è festa (Ss.Pietro e Paolo patroni di Roma) non penso che se ne farà nulla, anche perchè le scadenze sono state date per certe prima per Dicembre 2009, poi per fine Marzo, per il 15 Maggio, per fine Maggio e in ultimo per il 30 Giugno. Ridiamoci sopra (per non piangere..) Chi vivrà vedrà!
sara benevento: Grazie mille!
Sabrina: Bellissime le foto e il lavoro di Piano è strabiliante!! Complimenti!

C8 studio, showroom multimarca Milanese ha chiesto a Pixell di studiare un prodotto creativo e divertente che aumenti la visibilità del nuovo store di Roma.
Pixell realizza una caccia al fantasmino per la città: chiunque riesca a trovare cinque fantasmini o un pacman si guadagnava la possibilità di ottenere sconti e gadget nel punto vendita.

I volantini, colorati e tutti diversi..<br/>la caccia è aperta!
I volantini, colorati e tutti diversi..
la caccia è aperta!
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