apr/103
Nuovo logo per la Pepsi
La Pepsi ha investito 1,2 milioni di dollari per ristrutturare le strategie di marketing e il packaging. La nuova filosofia ‘Refresh Your World’ invita i giovani ad apportare cambiamenti positivi nel mondo che li circonda, stimolando l’ottimismo e la voglia di rinnovamento . Il processo è partito naturalmente dal marchio che dovrebbe essere un sorriso ed è stata abbandonata la vecchia onda che tagliava in 2 il cerchio.
Il packaging si presenterà al consumatore con un nuovo design essenziale che metterà in evidenzia il nuovo marchio affermandone la centralità. Un cambiamento che rafforza l’identità del marchio e la riconoscibilità dei prodotti sullo scaffale.
Nel corso del 2010 il nuovo marchio Pepsi e la nuova filosofia saranno i protagonisti di attività che coinvolgeranno direttamente i giovani: una promo on pack e una promo on line con un virtual game, legate al tema del calcio e un contest unico dove Pepsi metterà a disposizione dei consumatori uno “stage” per proporre e promuovere le proprie idee.
Voi cosa ne pensate?
gen/104
Biglietti da visita: progettarli in modo corretto e originale
Storia del biglietto da visita
Dagli antichi cerimoniali cinesi si apprende che ogni persona che si recava a visitare un mandarino si annunciava con una striscia di carta, sulla quale erano riportati il suo nome e gli eventuali attributi e titoli che si competevano. Pericle faceva precedere le sue visite alla bella Aspasia da un dono, al quale univa una striscia di papiro sulla quale era vergato solo il suo nome.
Il biglietto da visita viene inventato in Francia attorno al 1700.
In Italia iniziarono a diffondersi attorno al 1730. Originariamente erano dei cartoncini manoscritti, verso il 1750 cominciarono a diffondersi modelli stampati, i primi esemplari col solo nome della persona, i successivi con anche motivi decorativi e stemmi.
(Wikipedia)
In occidente lo scambio dei biglietti da visita ha un valore prettamente informativo e pubblicitario usato al fine di migliorare la propria rintracciabilità. Mettete da parte questa concezione perchè, come ovviamente avrete già capito, in Giappone non è così.
Lo scambio del biglietto da visita è una regola di Bon-Ton, un cerimoniale, un rituale importantissimo dell'etichetta giapponese sia in ambito lavorativo che privato. Ovviamente come sempre, tutto deve avvenire secondo determinati passaggi non casuali: il biglietto deve essere assolutamente e accuratamente letto davanti alla persona che ce lo ha consegnato, mostrando interesse nel caso sia stato consegnato in ambito lavorativo. Nel caso in cui non rispettaste queste regole, questi gesti sarebbero interpretati come una mancanza di rispetto verso il vostro interlocutore, ergo siete fregati.
Quindi se avete modo di andare in Giappone o per vacanza o per lavoro, portate i vostri biglietti da visita e mostrate interesse quando ve lo consegnano, come avrete letto in questi spazi, i giapponesi sono molto formali e se applicate la loro etichetta sicuramente la vostra considerazione di Gaijin (straniero) salirà di molto.
I biglietti da visita oggi
L'attuale biglietto da visita è un elemento fondamentale dell'immagine coordinata che deve rispecchiare e seguire. Deve contenere il marchio, il nome e la mansione della persona oltre a una serie più o meno completa di dati anagrafici fra cui indirizzo e recapito telefonico, fax e l'indirizzo e-mail.
Il biglietto è la prima forma di comunicazione visiva che l'azienda manda all'esterno e molto spesso è lo specchio dell'azienda stessa.
La maggior parte dei clienti ha delle fisse classiche: il fronte/retro non va bene perchè nei porta biglietti si vede solo un lato, la forma troppo piccola non da importanza (qui Freud avrebbe da discutere), il biglietto deve essere "istituzionale" perchè altrimenti la persona pensa che io non lo sia, il biglietto deve costare all'incirca 20 centesimi ecc...
Io non sono assolutamente d'accordo con quasi nessuna di queste affermazioni, ma se volete accontentare un cliente al primo approccio vi conviene seguirle tutte.
Io preferisco i graphic designer che affrontano la burrasca dell'incertezza, le onde del mare della creatività e sbarcano in soluzioni originali.
Naturalmente.
E' chiaro, che in questi anni in cui la crisi ha avvolto la creatività e l'ha strozzata fino a farne uscire solo poche gocce, bravo è chi riesce a far passare un preventivo di stampa che superi i 50 centisimi cadauno. Imperativo per quanto mi riguarda lo spessore...Niente che possa avvicinare un biglietto al cestino di un pallido foglietto da 200 grammi. Viva senz'altro l'uso sapiente delle carte miscelate magari ai pantoni giusti o alle serigrafie. Il formato è piuttosto vario, va dalla misura classica "carta di credito" 8,5x5,5 cm al formato quadrato, molto usato da noi e molto amato dai nostri clienti.
Allego una galleria a dir poco spettacolare di business card che ho trovato qua e là nella rete. Attendo i vostri commenti...
ott/095
Come si crea un buon marchio. Regole per costruire un marchio di successo e cosa non fare
Cos'è un Marchio?
Il marchio è un segno che permette di distinguere un’azienda, un prodotto, un servizio, dalle altre.
Che funzione ha il Marchio?
La principale funzione del Marchio è quella di permettere ai consumatori (target) di identificare un
prodotto o una impresa in modo da distinguerla dagli altri.
In generale, qualunque parola, lettera, numero, disegno, fotografia, forma, colore, logotipo, etichetta o combinazione di questi segni ed utilizzato per contraddistinguere prodotti o servizi, NON è suscettibile di essere considerato un Marchio.
Lo diventa quando un professionista li ha elaborati, giustamente mixati e sottoposti a delle ferree regole.
Marchio o Logo? Qual è la differenza?
Vorrei fare una buona volta luce sulla differenza tra la parola Marchio e Logo, che tanto va di moda usare negli ultimi anni..
Ebbene si, Logo non vuol dire Marchio, e un logo può essere un marchio. Cercherò di essere più chiara.
Logos (in greco: λόγος) deriva dal greco λέγειν (léghein) che significa scegliere, raccontare, enumerare, parlare.
Un Logo è la scritta che rappresenta un prodotto, un servizio o un produttore. Solitamente è una versione o rappresentazione grafica di un nome o di un acronimo che vede un uso ben preciso di caratteri (font), colori e forme.
Il Logo diventa Logotipo quando unisce al Logo (la parte scritta) un simbolo (il Marchio).
Ne deriva quindi che un Marchio può essere composto solo da una scritta (Logo), ma anche solo da un simbolo.
E' sbagliato quindi definire Logo qualsiasi Marchio, solo quelli composti da una parola lo sono!!!!!!
Mentre Marchio va bene per tutto. Ma è una guerra persa, lo so..
Un Marchio progettato e costruito da un professionista ha un considerevole valore commerciale per la maggior parte delle imprese. Per alcune di esse, il Marchio costituire addirittura il bene di maggior valore (basta pensare al mondo dell'abbigliamento dove tanti oggetti diventano cult perchè sono di un tale stilista) Il target di riferimento attribuisce valore all'oggetto solo perchè vi è apposto sopra un Marchio, è disposto a pagare un prezzo molto più alto del suo reale valore perchè ne acquisisce a sua volta un beneficio a livello di immagine.. Ecco perché essere titolare di un
Marchio che gode di una buona reputazione presso il consumatore, attribuisce ad un’impresa un notevole vantaggio rispetto ai concorrenti.
Brevi cenni su delle linee guida per realizzare un Marchio
Prima di tutto dovreste pensare a cosa vogliate che il Marchio comunichi in merito alla vostra azienda, brand etc.
>Dovrà essere sia facile da leggere, scrivere, memorizzare e di facile pubblicizzazione su tutti i tipi di media e sutti i supporti (carta, plastica, ecc)
>Dovrà essere abbastanza innovativo per distinguersi dagli altri loghi ed essere facilmente riconoscibile dal vostro target
Alcune fondamentali regole sulla progettazione
- Il Marchio deve essere progettato da un professionista e non da qualcuno che sa disegnare, colorare, che ritiene di aver buon gusto, il Marchio deve essere realizzato da chi sa come farlo perchè non è uno scherzo. Questo se volete qualcosa che trasmetta professionalità.
- Il Marchio va progettato in modo che comunichi con il target, che sia riconoscibile e facilmente riconducibile a voi.
- Il Marchio non deve contenere più di una idea grafica. Quindi se contenesse un simbolo, il nome che accompagna il simbolo dovrebbe essere chiaro e senza fronzoli (evitiamo di cercare di comunicare più cose, il risultato sarebbe perlomeno discutibile).
- Il font selezionato deve essere "abbinato" al vostro ambito (troppo spesso vedo comunicazioni istituzionali realizzate con il Comics che per quanto mi riguarda significa vedere un Amministratore Delegato che va in Consiglio di Amministrazione con un pigiama con gli orsetti).
- Realizzare almeno tre prove diverse del marchio percorrendo delle strade uniche, e poi sceglierne una e seguirla fino in fondo.
- Il professionista realizzerà le "prove di ridimensionamento", questo vuol dire che il Vs Marchio dovrà essere perfetto dai 2,5-3 cm di larghezza in su (per le penne ad esempio) fino alla dimensione extra extra large (es. per la maxi affissione).
Evitate Marchi che contengono molte informazioni o piccoli dettagli, questi ultimi saranno difficilmente memorizzabili dalle persone, e avrete difficoltà a stamparli in piccoli formati.
- Il Marchio dovrà apparire chiaro e ben ideato sia nelle versioni colore che bianco e nero.
Per ogni categoria di prodotto esistono dei colori preferibili, e ad ogni colore corrisponde un messaggio.
In alcune categorie è molto importante conoscere le "regole" (mi riferisco ad esempio al settore medico nel quale è bandito il rosso) oppure nel packaging di prodotti maschili in cui si usano colori freddi e scuri.
- Dopo aver realizzato il Marchio è bene progettare l'immagine coordinata e il web site coerentemente con il Marchio.
Molti credono infatti che realizzato il Marchio la storia sia finita..invece è appena iniziata!!
- Dopo aver realizzato il Marchio, ricordatevi che rappresenta il vostro simbolo e non dovrà cambiare nel tempo, ne essere modificato nelle forme e nei colori. Per i Marchi di un certo livello, Pixell ha realizzato il "Manuale di Corporate Image" che è la "bibbia" in cui sono raccolte tutte le informazioni sugli usi e gli abusi del Marchio e dell'Immagine Coordinata.
Conclusioni
Troppo spesso il Marchio viene realizzato da persone che non ne sono capaci e non hanno studiato graphic design.
Viviamo nel paese in cui tutti credono di saper fare tutto e il mondo della grafica e della comunicazione ne risente moltissimo perchè non esiste un esame di abilitazione nè un ordine. Io spero che prima o poi qualcuno vorrà dare dignità a chi si dedica con passione a questa preofessione che è una delle più belle e interessanti del Mondo.
ago/090
Playstation: L’evoluzione del marchio nel tempo
Il magazine di intrattenimento videoludico Edge ha pubblicato un’interessante storia della Playstation, nella quale, tra l’altro, sono riportate le ragioni dietro alla strategie di marketing progettate per le varie generazioni della consolle Sony. Ancor più interessante però è la galleria di protoste per il monogramma PS, che permette di dare uno sguardo al processo di design che ha portato al logo che tutti conosciamo.
Oronzo: Ho comprato La Repubblica e ho visto la vostra pubblicità...complimenti...
stella: bella pagina, bella foto, ottimo lavoro, complimenti!! e poi medici senza frontiere è una grande organizzazione!
Michel: Ciao Edoardo, condivido tutto della tua mail. Noi siamo a disposizione per creare uno spazio ad hoc su questo blog per pubblicare i lavori, giudicarli e commentarli, direttamente e senza mediazioni. Il nostro lavoro è fatto di sogni, passioni e creatività, peccato che qualcuno adori illudere o peggio, approfittarne.
Edoardo: Cari ed ansiosi amici, partecipare ad un concorso è come giocare con le palline ed i vasetti dei pesciolini al luna park. Non voglio insegnare nulla a nessuno - preciso. voglio solo allentarvi l'ansia , portarvi a considerare " questo evento" come una piccola lotteria. non siamo in presenza di giocatori e giudici corretti ( i continui rimandi parlano chiaro ) ( lo stesso vale anche per le lotterie )- pertanto vi invito a confrontarvi con le commesse vere, quelle dove i " clienti" devono pagare per avere le nostre performance. Qui mi sembra ci sia una delle tante riedizioni del malcostume italiano- senza cadere nei soliti luoghi comuni ( anche se " Vox populi vox dei ) e valutare che anche con questi " brutti comportamenti" vi è stato il piacere di essersi messi alla prova e di aver dimostrato di potercela fare. Un consiglio: apriamo un blog di immagini, oltre questo di "lagnanze" e pubblichiamo i nostri lavori. Lasceremo spazio ai commenti ed alla costituzione di una pagella con i " Liberi giudizi" per i lavori più belli. Lo potremmo chiamare: UN MARCHIO PER ROMA -VARIAZIONI SU TEMA . Dimostreremo autonomia e capacità di confronto non filtrata da questi " sedicenti esperti" ( tromboni sfiatati ) e ce ne fregheremo dei loro giudizio. Tanto il vincitore, loro l'avevano già definito prima dell'apertura del concorso - il premio non era per noi !. Saluti ed auguri Eduardo
Gloria: Anche Alessio ed io abbiamo abboccato come due pescioni all'amo del concorso.....Tempo e denaro spesi male...ma bella esperienza! Grazie ancora ad Alessio!
emanuele: Come volevasi dimostrare: notizia di oggi, risposta del Comune di Roma all'ennesima richiesta: l'esame richiederà ancora DUE SETTIMANE. Se va bene se ne parlerà a metà Luglio, o forse alla fine di Luglio. Vabbè diciamo a Settembre/Ottobre e non se ne parli più. Che tristezza.
emanuele: Ringrazio per l'ospitalità. Le ultime notizie da parte del Dipartimento del Comune di Roma danno per certo la pubblicazione del logo vincitore entro il 30 Giugno. Considerando che siamo al 28 e che iul 29 a Roma è festa (Ss.Pietro e Paolo patroni di Roma) non penso che se ne farà nulla, anche perchè le scadenze sono state date per certe prima per Dicembre 2009, poi per fine Marzo, per il 15 Maggio, per fine Maggio e in ultimo per il 30 Giugno. Ridiamoci sopra (per non piangere..) Chi vivrà vedrà!
sara benevento: Grazie mille!
Sabrina: Bellissime le foto e il lavoro di Piano è strabiliante!! Complimenti!